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Improvvisamente gli italiani si trovano a far fronte a una nuova tassa, una sorta di gogna imposta a tappeto su chi compra un’auto.

Alcuni concetti in merito a questa nuova tassa per un’analisi veloce.

Prima di tutto il contesto in cui viene emanata la norma: la legge di bilancio, mica la legge di sviluppo o di sostenibilità. No, bilancio, quindi serve a fare cassa.

Secondo punto – la scusa: l’inquinamento e l’esubero di CO2. E le polveri sottili no? Dovrebbe apparire così una tassa virtuosa, dove tutti ci impegniamo (malvolentieri a pagare) per un impegno morale.

Terzo punto – la generalizzazione: chi ha già un’auto non pagherà nuove tasse; per chi compra un’auto cosa vuoi che sia spendere 150€ in più dal momento che è intenzionato a spenderli; i politici si sono già informati con i concessionari…

E a questo punto tutti a dire il proprio punto di vista e tutti a scornarsi come è consuetudine da queste parti.

Quarto punto l’analisi di quello che sta succedendo, quella che nessuno, o quasi, si ferma a fare perché indaffarato a combattere la propria parte di generalizzazione.

Analizziamo il tutto:

  1. Una politica che promette soldi ma non sa dove “inventarli” (cit.), pertanto li prende andando a congestionare un sistema ormai al collasso.
  2. Un problema contingente quale quello dell’inquinamento, della CO2 e delle auto che, grazie ai social, ha sensibilizzato l’utente al dovere senza però dare spiegazioni chiare in merito, ne tantomeno soluzioni chiare.
  3. Il nostro sistema legato allo spostamento, alla logistica, al nostro quotidiano. Mi spiego meglio, noi italiani siamo stati portati negli anni ad avere circa una macchina a testa che ci serve per spostarci per andare e tornare dal lavoro, gestire gli spostamenti legati alla famiglia (scuola, sport, salute, spesa), fare le ferie, ecc… Non abbiamo nessuna alternativa, o meglio, nelle città metropolitane ci sono mezzi alternativi, ma nelle città è più difficile. Spesso ci dobbiamo spostare da una città all’altra in brevissimo tempo (vedi ad esempio le ausl uniche che hanno decentrato i servizi, quindi ti trovi a fare un esame da una parte e 3 ore dopo un esame a 40 km di distanza).
  4. A causa dell’enorme (ENORME) carenza di sottoservizi, colonnine di ricarica e cambio di economicità oltre che di stile di vita, la trasformazione è lenta. Paradossalmente ci sono imprese pronte a investire sul territorio ma la legge sugli appalti, applicata da burocrati insicuri, sta bloccando lo sviluppo del nostro paese oltre che uccidendo il PIL

A oggi, non abbiamo alternative agli spostamenti. Pertanto la tassa colpisce sul sicuro, e mentre stiamo generalizzando e maledicendo il politico di turno perdiamo di vista il punto.

Il punto dello sviluppo di una nuova economia legata ai trasporti. Invece di tassare l’acquisto dell’auto, se il tempo dei nostri politici fosse investito in leggi a favore dello sviluppo potremmo avere un nuovo boom economico e tirare finalmente il fiato.

Benedetta Caselli

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